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12 esempi di e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati di successo

12 esempi di e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati di successo


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Le e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati sono una tattica efficace per le attività e-commerce, in quanto mediamente incentivano il 79% dei visitatori che hanno abbandonato il proprio carrello a tornare sul sito in questione per finalizzare gli acquisti lasciati in sospeso.

In questo articolo approfondiremo best practice ed esempi di e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati in termini di contenuto e design, così come suggerimenti per renderle più accattivanti, ingaggianti e performanti.

Cosa sono le e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati?

Le e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati sono messaggi automatizzati di remarketing inviati a quegli utenti che hanno aggiunto prodotti al proprio carrello ma che hanno poi abbandonato il sito prima di finalizzare un acquisto.

Questo tipo di e-mail fungono da promemoria: ricordano agli utenti i prodotti che hanno abbandonato nel proprio carrello e, allo stesso tempo, gli permettono di tornare sul sito con facilità, riprendendo il percorso di acquisto proprio da dove lo avevano interrotto.

Esempi di e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati.
Esempi di e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati.

Tassi di conversione e apertura delle e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati

Secondo i dati raccolti dal nostro team di ricerca, il tasso medio di abbandono dei carrelli corrisponde all’81,08%.

SaleCycle: tassi di abbandono del carrello per settore (2020).
SaleCycle: tassi di abbandono del carrello per settore (2020).

Gli utenti che navigano sul tuo sito e aggiungono prodotti al proprio carrello per poi abbandonare il percorso di navigazione non significa che non siano interessati, anzi. Al contrario, questo tipo di azione esprime una forte intenzione di acquisto. Hanno forse solo bisogno di un po’ più tempo per riflettere o di un piccolo incoraggiamento.

Le e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati servono proprio a dare quel piccolo incentivo di cui gli utenti hanno bisogno per essere convinti a finalizzare l’acquisto lasciato in sospeso.

Questa tipologia di e-mail di remarketing è estremamente efficace in quanto presenta contenuti realmente rilevanti per gli utenti, i quali avevano già espresso una forte intenzione di acquisto inserendo i prodotti di interesse nel proprio carrello. Le e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati registrano, infatti, alcuni tra i migliori tassi di conversione e apertura.

Nello specifico, secondo dati raccolti internamente, nel 2020 il tasso medio di apertura corrispondeva al 38,5%, mentre nel 2019 al 42,17%. Ovviamente queste statistiche variano in base al settore, come mostrato nel grafico di seguito. Per esempio, il settore e-commerce dei viaggi e turismo aveva registrato nel 2018 un tasso medio di apertura del 49,3%, nel 2019 del 46,48% e nel 2020 del 46,94%.

SaleCycle: tassi di apertura per settore delle e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati (2019 vs 2020).
SaleCycle: tassi di apertura per settore delle e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati (2019 vs 2020).

Le e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati registrano quindi delle performance eccellenti, con il settore e-commerce della moda che ha generato i risultati più importanti nel 2019 e nel 2020 in termini di tasso di conversione. Purtroppo, da questo punto di vista, il settore e-commerce dei viaggi e turismo ha registrato un calo del volume di conversioni generate nel 2020 come conseguenza diretta della pandemia di Covid-19.

SaleCycle: tassi di conversione per settore delle e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati (2019 vs 2020).
SaleCycle: tassi di conversione per settore delle e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati (2019 vs 2020).

Suggerimenti, best practice ed esempi di e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati

Non è sufficiente inviare una grande quantità di e-mail una volta che gli utenti hanno abbandonato un processo di acquisto. Le best practice delle e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati sono caratterizzate da una combinazione di elementi: design accattivante, un uso intelligente dei dati e copy persuasivi.

Nei paragrafi seguenti approfondiremo i fattori chiave che ti permetteranno di realizzare delle campagne di e-mail remarketing di successo. Nello specifico:

Fornisci un riepilogo esaustivo dei contenuti del carrello
Includi chiare Call To Action
Non offrire troppi sconti
Invia le e-mail negli orari più performanti per il tuo business
Utilizza contenuti dinamici
Segmenta e personalizza le e-mail
Invia cicli di e-mail
Includi le recensioni dei clienti
Fai leva sul senso di urgenza
Conduci test e ottimizza le tue campagne di e-mail marketing
Rafforza i punti chiave del tuo processo di vendita
Utilizza immagini rilevanti e accattivanti

Fornisci un riepilogo esaustivo dei contenuti del carrello

L’obiettivo principale delle e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati è ricordare agli utenti i prodotti che stavano per comprare. Proprio per questo motivo, gli articoli di interesse dovrebbero essere l’elemento centrale delle tue e-mail, includendo allo stesso tempo le relative informazioni chiave come i prezzi, le taglie o i costi di spedizione.

Inoltre, assicurati di utilizzare anche le immagini dei prodotti in questione, così da fornire un promemoria diretto e veloce ai tuoi utenti. Le persone, infatti, sono solite ad abbandonare svariati carrelli su diversi e-commerce, per questo diviene importante dare una rappresentazione visiva chiara e semplice degli articoli abbandonati nel carrello.

Best practice ed esempi di e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati: Moschino.
Best practice ed esempi di e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati: Moschino.

È importante considerare anche le modalità di esposizione dei prodotti nelle tue e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati. Per esempio, alcuni retailer preferiscono dare la precedenza ai prodotti di alto valore o a quelli che gli utenti sarebbero più inclini ad acquistare.

In altri casi, invece, gli utenti potrebbero aver aggiunti molti prodotti ai propri carrelli. Quindi mostrare ogni singolo articolo potrebbe diventare un problema in termini di lunghezza dell’e-mail e una selezione troppo dispersiva che, probabilmente, non aiuterebbe a velocizzare il processo decisionale. Per questo motivo, come mostrato nell’esempio di seguito, puoi valutare di esporre solo una parte dei prodotti inseriti nel carrello, focalizzandoti su quelli che gli utenti sarebbe più propensi ad acquistare. In questo modo, non rischierai di sovraccaricare i tuoi potenziali clienti con troppe opzioni tra cui scegliere.

Best practice ed esempi di e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati.
Best practice ed esempi di e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati.

Includi chiare Call To Action

Un altro importante elemento nella costruzione delle tue e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati sono sicuramente i bottoni di Call to Action. Devi assicurarti di esplicitare in modo chiaro e semplice l’azione che vorresti che i tuoi utenti intraprendessero.

In linea generale, le CTA nelle e-mail di remarketing dovrebbero essere:

  • Posizionate il più in alto possibile.
  • Larghe e facilmente visibili, utilizzando per esempio colori contrastanti.
  • Ripetute più volte all’interno della stessa e-mail.
Best practice ed esempi di e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati: Nespresso.
Best practice ed esempi di e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati: Nespresso.

Non offrire troppi sconti

I retailer sono spesso inclini a offrire promozioni e codici sconto nelle proprie e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati in quanto contribuiscono a incentivare ulteriormente gli utenti a ritornare sul sito e finalizzare l’acquisto lasciato in sospeso. Tuttavia, devi includerli nella tua strategia di marketing con parsimonia.

Proporre troppi sconti e promozioni, infatti, potrebbe avere un impatto negativo sui margini di profitto in quanto gli utenti potrebbero sviluppare la cattiva abitudine di abbandonare il carrello proprio per ricevere codici sconto via e-mail in una fase successiva.

Tieni a mente che l’atto stesso di inviare un promemoria degli articoli abbandonati nel carrello è spesso tutto ciò che serve per convincere gli utenti a riprendere il percorso di acquisto da dove era stato interrotto. Diviene dunque fondamentale integrare i codici sconto con intelligenza nella propria strategia di marketing. Se, per esempio, hai una particolare promozione attiva sul sito, varrà sicuramente la pena menzionarla nelle tue e-mail. In alternativa, puoi proporre codici sconto nel secondo o terzo ciclo di e-mail, oppure per incentivare gli utenti a lasciarti il loro indirizzo e-mail o contatto telefonico come tattica per incrementare il tasso di conversione.

Nell’esempio di seguito, Interflora ha incluso i codici sconto nelle proprie e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati in occasione della stagione natalizia.

Best practice ed esempi di e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati: Interflora e i codici sconto.
Best practice ed esempi di e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati: Interflora e i codici sconto.

Invia le e-mail negli orari più performanti per il tuo business

L’orario di invio delle e-mail di marketing ha un impatto significativo sulle relative performance. Non vi è una risposta giusta o sbagliata, ma è importante che le e-mail vengano inviate con il giusto tempismo, quando l’utente è ancora nella fase di considerazione del processo di acquisto. Analizzare il comportamento di navigazione e acquisto degli utenti e clienti ti permetterà sicuramente di raccogliere insight interessanti e capire, di conseguenza, quali potrebbero essere gli orari di invio più performanti delle tue e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati.

L’orario di invio di questa tipologia di e-mail di remarketing deve tenere in considerazione anche la tipologia del prodotto in questione.

Secondo dati raccolti internamente, le-mail per il recupero dei carrelli abbandonati risultano essere più efficaci se inviate entro o dopo 1 ora dall’abbandono.

SaleCycle: orari di invio e tassi di conversione delle e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati.
SaleCycle: orari di invio e tassi di conversione delle e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati.

Tuttavia, si tratta solo di un’indicazione generale e questo dato potrebbe variare in base al settore o ai prezzi dei prodotti e/o servizi. Per esempio, gli articoli caratterizzati da un valore medio degli ordini più elevato potrebbero comportare una fase di considerazione più lunga. Di conseguenza, inviare e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati 1 ora dopo l’abbandono potrebbe essere troppo presto in questo caso.

Diviene quindi fondamentale condurre test per individuare gli orari più performanti per la tua target audience.

Utilizza contenuti dinamici

Includere contenuti dinamici nelle tue e-mail di remarketing ti permette di ottimizzare e aggiornare in tempo reale i copy e le immagini utilizzate e mostrate a ogni singolo utente.

I contenuti dinamici ti consentono di:

  • Mostrare ai tuoi utenti dati in tempo reale, come per esempio i prezzi.
  • Aggiornare le immagini e le informazioni in base alla geolocalizzazione dell’utente o ai prodotti di interesse.
  • Ottimizzare le informazioni e il design delle e-mail sulla base del dispositivo utilizzato per navigare.
  • Utilizzare risultati in tempo reale così da assicurarti di includere le immagini con un tasso di conversione più alto.
  • Mostrare i live trend di prodotto, come nell’esempio di seguito di Virgin Atlantic, nonché gli aggiornamenti sui prodotti disponibili in tempo reale oppure quante persone stanno visualizzando un determinato prodotto.
Best practice ed esempi di e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati: Virgin Atlantic e i live trend di prodotto.
Best practice ed esempi di e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati: Virgin Atlantic e i live trend di prodotto.

Segmenta e personalizza le e-mail

Per riuscire a massimizzare le conversioni, le e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati dovrebbero presentare contenuti rilevanti per gli utenti. A tal proposito, la segmentazione e personalizzazione delle e-mail può esserti d’aiuto.

Innanzitutto, vediamo in cosa differiscono segmentazione e personalizzazione:

  • La segmentazione consiste nel suddividere (potenziali) clienti in diversi gruppi in modo da targetizzarli con specifici contenuti e prodotti. I criteri di suddivisione possono basarsi su diversi fattori come età, genere, geo-localizzazione, intenzione di acquisto e molto altro.
  • La personalizzazione, invece, consiste nel rendere rilevanti i contenuti inviati per ciascun singolo utente attraverso l’uso intelligente di dati, così da targetizzare ogni potenziale cliente in modo più efficace. Questi dati possono essere utilizzati per fare raccomandazioni pertinenti di cross-selling e upselling sulla base dello storico di acquisto e navigazione di ciascun visitatore, proprio come nell’esempio di seguito di The Double F.
Best practice ed esempi di e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati: The Double F e le raccomandazioni di cross-selling e upselling.
Best practice ed esempi di e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati: The Double F e le raccomandazioni di cross-selling e upselling.

Invia cicli di e-mail

Inviare cicli di e-mail risulta essere una tattica efficace in quanto ti permette di mandare più di un promemoria automatizzato a tutti quegli utenti che abbandonano il tuo sito.

I tuoi potenziali clienti ricevono ogni giorno decine di e-mail. Di conseguenza, la prima e-mail che invii potrebbe passare inosservata o potrebbe arrivare quando l’utente non è ancora pronto a finalizzare l’acquisto.

Inviare una sequenza o un ciclo di e-mail ti può quindi aiutare a raggiungere risultati ottimali. Tuttavia, è importante adattare il messaggio inviato per ciascun ciclo di e-mail:

  • Il primo ciclo di e-mail dovrebbe essere un promemoria e riepilogo dei prodotti abbandonati nel carrello.
  • Il secondo, invece, può essere utilizzato per aggiungere un certo senso di urgenza, includendo le recensioni di clienti esistenti per convincere gli utenti a effettuare l’ordine.
  • Il terzo ciclo di e-mail, infine, potrebbe focalizzarsi su qualcosa di differente, per esempio sui questionari per la raccolta di feedback così da collezionare dati interessanti riguardo le ragioni e i fattori che hanno spinto gli utenti ad abbandonare il processo di acquisto.
Best practice ed esempi di e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati: Tesco Mobile e i questionari per la raccolta di feedback.
Best practice ed esempi di e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati: Tesco Mobile e i questionari per la raccolta di feedback.

Includi le recensioni dei clienti

Secondo una ricerca condotta da Bright Local – azienda inglese specializzata in digital marketing – l’84% degli utenti si fida delle recensioni online di altri clienti tanto quanto delle raccomandazioni di amici e familiari. Le recensioni e i voti dei clienti sono quindi un aspetto fondamentale da includere nella propria strategia di riprova sociale in quanto dimostrano l’affidabilità di un’azienda e che i relativi prodotti e/o servizi sono ampiamente utilizzati con successo. Le recensioni dei clienti sono un ottimo metodo per incrementare il tasso di conversione in quanto rassicurano gli utenti sulla performance ottimale del prodotto e/o servizio oggetto di interesse.

Best practice ed esempi di e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati.
Best practice ed esempi di e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati.

Fai leva sul senso di urgenza

Nel caso in cui determinate promozioni oppure vantaggi come la spedizione gratuita hanno una scadenza precisa e quindi una durata limitata nel tempo, è opportuno esplicitarlo ai propri utenti.

In questo modo potrai velocizzare il processo decisionale e di acquisto e convincere potenziali clienti a effettuare l’acquisto prima che sia troppo tardi. A tal proposito, alcune soluzioni che puoi pensare di utilizzare includono:

  • I timer per il conto alla rovescia che permettono di indicare il tempo rimanente al termine di una promozione oppure alla data di consegna di un prodotto. 
  • I live trend di prodotto, nonché gli aggiornamenti sui prodotti disponibili in tempo reale. Per esempio, mostrare in tempo reale quante persone stanno visualizzando e acquistando i tuoi prodotti.
  • Le barre di avanzamento per mostrare ai clienti quanto manca al raggiungimento di un determinato obiettivo, ad esempio la conclusione di un acquisto o l’ottenimento di una consegna gratuita.
Best practice ed esempi di e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati: Mondadori Store e i timer per il conto alla rovescia.
Best practice ed esempi di e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati: Mondadori Store e i timer per il conto alla rovescia.
Best practice ed esempi di e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati: Conrad e le barre di avanzamento.
Best practice ed esempi di e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati: Conrad e le barre di avanzamento.

Conduci test e ottimizza le tue campagne di e-mail marketing

Non esiste l’e-mail perfetta. Per riuscire a realizzare campagne di e-mail marketing efficaci devi condurre test costantemente, così da selezionare la versione più performante per i tuoi obiettivi di business.

Ricorrendo a tecniche come gli A/B test, hai la possibilità di testare e ottimizzare molti elementi delle tue e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati, tra cui:

  • L’oggetto. Si tratta del primo elemento che l’utente nota e che contribuisce a influenzare la sua decisione di aprire o meno l’e-mail. Assicurati quindi di testarne diverse versioni, come gli oggetti personalizzati o quelli maggiormente focalizzati sulle promozioni in corso.
  • Le Call to Action. Sono un aspetto fondamentale delle e-mail in quanto contribuiscono a esplicitare l’azione che vorresti i tuoi utenti intraprendessero. Fai in modo quindi di testarne diverse posizioni, dimensioni e copy così da ottimizzare il tasso di clic.
  • Le tempistiche di invio. Sulla base del comportamento di navigazione e acquisto e della segmentazione della tua audience, testa diversi orari di invio dei tuoi cicli di e-mail così da selezionare quelli più performanti per ciascun contenuto.
  • Il copy. Il testo utilizzato nelle tue e-mail è ciò che fa la differenza tra un utente che decide di cliccare e leggere il contenuto e uno che invece lo ignora. Assicurati quindi di testare diversi stili, lunghezze e toni di voce.

Rafforza i punti chiave del tuo processo di vendita

Fattori chiave come le tempistiche e i costi di spedizione e le politiche di reso possono realmente fare la differenza nel processo decisionale di un utente.

Per questo motivo, diviene importante indicarli nelle tue e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati come un ulteriore incentivo all’acquisto.

Nell’esempio di seguito, Fat Face – retailer britannico di abbigliamento – esplicita ai propri utenti in modo semplice e chiaro le informazioni relative alle varie opzioni di spedizione così come al processo di resto gratuito, così da incoraggiarli a finalizzare l’acquisto.

Best practice ed esempi di e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati: Fat Face.
Best practice ed esempi di e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati: Fat Face.

Utilizza immagini rilevanti e accattivanti

L’utilizzo di immagini rilevanti e accattivanti, che contribuiscono a rappresentare il prodotto in modo efficace, è un aspetto fondamentale delle e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati in quanto permette di ottimizzare in modo significativo le relative performance.

Le immagini risultano essere efficaci non sono nelle e-mail per il recupero dei carrelli abbandonato nel settore e-commerce della moda o del retail, ma anche nelle e-mail di promemoria del processo di prenotazione lasciato in sospeso nel settore e-commerce dei viaggi e turismo in quanto permettono di mettere in luce in modo suggestivo ulteriori attrazioni e luoghi da visitare.

Best practice ed esempi di e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati: Nordic Visitor.
Best practice ed esempi di e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati: Nordic Visitor.
Best practice ed esempi di e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati: Versace.
Best practice ed esempi di e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati: Versace.

Vi sono vari aspetti relativi al design e layout delle e-mail da tenere in considerazione quando decidi di utilizzare le immagini per arricchirne i contenuti. Per esempio, è importante capire come e se le dimensioni delle immagini influenzano il tempo di caricamento delle e-mail, oppure prestare attenzione alla relativa ottimizzazione da diversi dispositivi.

Le domande più frequenti sulle e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati

Quante e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati dovrei inviare?

Secondo dati raccolti internamente, risulta essere efficace inviare più di 1 e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati a quegli utenti che hanno abbandonato il tuo sito. Molti retailer online inviano questo tipo di e-mail di remarketing. Di conseguenza, vista la competizione elevata e la grande quantità di e-mail ricevute quotidianamente, è molto probabile che gli utenti ignorino la tua prima e-mail perché semplicemente non l’hanno notata oppure perché non sono ancora pronti a finalizzare l’acquisto. Per questo inviare più cicli di e-mail ti aiuterà a massimizzare l’engagement.

Una strategia di invio delle e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati composta da 3 cicli è un buon punto di partenza. Come sopramenzionato, la prima e-mail rappresenta il promemoria e riepilogo dei prodotti abbandonati nel carrello, mentre la seconda dovrebbe incrementare il senso di urgenza e la riprova sociale tramite recensioni così da velocizzare il processo decisionale e di acquisto. La terza e-mail, invece, si focalizza su una tecnica di vendita più “aggressiva”, conferendo un ulteriore senso di urgenza tramite l’utilizzo di codici sconto per esempio.

Come devo scrivere le e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati?

Per scrivere delle e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati di successo, devi includere una serie di elementi, tra cui:

  • Il riepilogo dei prodotti abbandonati del carrello o del modulo di prenotazione e/o compilazione lasciato in sospeso.
  • Bottoni di Call to Action chiari e semplici per incentivare i clic.
  • Contenuti dinamici come immagini e video per massimizzare l’engagement.
  • Contenuti personalizzati per il singolo utente.
  • Recensioni dei prodotti per incrementare la riprova sociale.

A tal proposito, può esserti utile creare dei template pre-impostati per le tue e-mail che includano tutti gli elementi sopramenzionati così come l’oggetto e il testo. Dopo di che, puoi valutare di integrare elementi extra in linea con i tuoi obiettivi di comunicazione.

Le e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati sono transazionali?

Possiamo affermare che le e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati sono contenuti di marketing transazionali in quanto contribuiscono a incrementare i tassi di conversione. Il presupposto per inviare questa tipologia di e-mail, infatti, coincide con l’utente che inserisce i prodotti di interesse nel proprio carrello, mostrando così di avere una forte intenzione di acquisto e conversione.

Come funzionano le e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati?

Si tratta di e-mail di promemoria e riepilogo dei prodotti inseriti nel carrello inviate agli utenti dopo che hanno abbandonato il sito senza finalizzare l’acquisto. Per renderle ancora più efficaci e performanti, questo tipo di e-mail vengono sottoposte ad A/B test per poi essere inviate e strutturate in cicli diversi, così da aumentare le probabilità di apertura, clic e conversione.

Quando è meglio inviare le e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati?

Per massimizzare le performance delle tue e-mail, è consigliabile costruire una strategia di e-mail remarketing composta da 3 cicli. Inviare questa tipologia di e-mail 1 ora, 24 ore e 72 ore dopo l’abbandono può migliorare i risultati di campagna fino al 30%.

Le e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati sono destinate solo a quegli utenti che acquistano per la prima volta su un sito?

No, puoi inviare le e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati a qualsiasi utente che naviga sul tuo sito, aggiunge prodotti al proprio carrello e poi abbandona senza finalizzare l’acquisto. In questo modo andrai ad ottimizzare il tasso di conversione aumentando il volume di vendite online.

IN CONCLUSIONE

Ricapitolando, l’abbandono del carrello avviene quando un cliente aggiunge un prodotto al proprio carrello e poi lascia il sito senza finalizzare l’acquisto.

Il termine “abbandono del carrello” spesso si riferisce al settore del retail, ma lo stesso principio si applica ad altri tipi di siti web e settori.

Per esempio, vi è l’abbandono del processo di prenotazione nel settore e-commerce dei viaggi e turismo, in cui un cliente inizia la procedura di prenotazione di un volo, un hotel o di un altro prodotto correlato ma abbandona il sito senza portarla a termine.

Nel settore finanziario, invece, esiste l’abbandono del processo di compilazione di eventuali moduli o form per preventivi assicurativi, abbonamenti e altri prodotti finanziari.

In tutti questi casi, il fatto che gli utenti abbiano iniziato il processo di acquisto, di prenotazione o di richiesta di un preventivo indica un chiaro interesse per i prodotti o servizi in questione.

Una campagna automatizzata e multi-ciclica di e-mail di remarketing per il recupero dei carrelli abbandonati può convincere i tuoi potenziali clienti a tornare sul sito e completare l’acquisto lasciato in sospeso, ottimizzando allo stesso tempo l’esperienza online e il tasso di fidelizzazione.

Il fenomeno dell’abbandono del carrello continuerà ad essere un problema per le aziende e-commerce. Tuttavia, implementando campagne di marketing pertinenti ed efficaci, come appunto le e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati, puoi ridurne al minimo gli effetti negativi e aumentare le conversioni e vendite.

Scopri come aumentare le conversioni e ridurre il tasso di abbandono del tuo e-commerce tramite l’e-mail remarketing.

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Alice Larcher

Alice Larcher ricopre il ruolo di Inbound Marketing Specialist per il mercato italiano presso SaleCycle. Alice ha un background in branding, comunicazione e creazione di contenuti così come in interpretariato e traduzione di russo, francese, inglese e italiano. Ha lavorato come account manager nell’ambito della pubblicità sviluppando progetti ATL, digital e social per clienti di diversi settori come FMCG, GDO, elettronica, moda, cosmesi e viaggi. linkedin.com/in/alicelarcher/